Il Palazzo Zamparelli

Il Palazzo Zamparelli

Il Palazzo Zamperelli, edificio di interesse storico e culturale in San Leucio del Sannio, fu costruito nel 1761 (come anche documentato dalla data nel fregio sopra il portone d’ingresso) da Achille Bartolomeo Zamparelli giurista e insegne notaio, consigliere di Carlo III di Borbone. L’edificio, costruito in San Leucio del Sannio, enclave pontificia nel regno borbonico, nel corso dei decenni è stato punto di riferimento per ecclesiastici, politici, governatori e persone di potere.

Dalla sua fondazione ha ospitato molti nomi illustri ed eccellenti come il cardinale Stefano Borgia, protonotario apostolico e governatore di Benevento, che proprio a Palazzo Zamparelli scrisse tre volumi di pregio intitolati “Memorie istoriche della pontificia città di Benevento dal secolo VIII al secolo XVIII”.

Inoltre ha avuto il privilegio di aver ospitato ancora altri due cardinali importanti: Domenico Carafa della Spina dei duchi di Traetto, ultimo arcivescovo della città di Benevento prima della caduta del potere temporale e Vincenzo Gioacchino Raffaele Luigi Pecci, che divenuto poi papa con il nome di Leone XIII. Il cardinale Pecci fu ospitato a Palazzo Zamparelli in due circostanze differenti: una prima volta, da cardinale, come visitatore; la successiva, da papa, in convalescenza. Questo a sottolineare con ancora più forza il grande potere politico della famiglia Zamparelli e ad elevare al rango più alto il palazzo storico.

Un curioso episodio lega i cardinali Carafa e Pecci in quanto il primo, Gran cancelliere degli ordini militari pontifici, prese parte al conclave del 1878 che elesse il secondo al soglio pontificio con il nome di papa Leone XIII

Altro personaggio ad essere legato indissolubilmente alla storia del palazzo è stato il governatore napoleonico di Benevento, Loius de Beer. E’ proprio grazie al suo fortissimo legame di amicizia e di vita con il marchese Antonio Zamparelli, nipote del fondatore Achille Bartolomeo, che nella rocca arrivò nel 1809 la statua di Core Contento,opera che fu collocata nei giardini del Palazzo, fino al recente restauro che le ha restituito il suo antico splendore.

Episodio importante legato alla vita del Palazzo è stato anche quello riguardante il rapimento del marchese Michelangelo, figlio del fondatore Achille. “Don Michelangelo” il 4 settembre 1863, mentre rientrava dai propri tenimenti in quel di Sant’Angelo dei Lombardi, intorno le sette pomeridiane, la gola di Barba (sotto Ceppaloni), già famosa per essere ritrovo di briganti, fu rapito da sette uomini che chiesero alla famiglia un ricco riscatto. Purtroppo la riluttanza dei familiari del nobiluomo nel pagare le 5000 monete d’oro ai rapitori, costerà al Michelangelo il taglio del lobo dell’orecchio sinistro e non solo. Il marchese vivrà un momento di profonda angoscia perché sarà in pericolo di vita, ma la decisione finale nel pagare quanto dovuto ai briganti, il 13 settembre 1863, restituirà “Don Michelangelo” ai suoi affetti.

Nel corso degli anni il Palazzo Zamparelli ha visto alternarsi nelle sue mura episodi di vita vissuta legati anche agli abitanti del posto, che da sempre hanno avuto la possibilità di vivere al suo interno.

All’oggi il Palazzo Zamparelli rivive la sua antica fama di luogo di pace e di relax, immerso nel verde delle colline beneventane, affacciato sulla valle del Sabato. Le alterne vicende raccontate ancora oggi tra le sue mura, eco di antichi accadimenti, fanno parte del profondo fascino del luogo. Proprio la presenza della statua di Core Contento simboleggiante il vivere sereno e placido nelle nostre terre, è il legame forte con la ricerca di luoghi unici e irripetibili come il Palazzo. Il folklore, le antiche tradizioni, la storia rivivono oggi in San Leucio e nel suo storico edificio. Proprio per questo motivo I Love Samnium ha deciso di continuare a offrire a tutti i visitatori un’esperienza unica e coinvolgente. Il rispetto per la storia e la proiezione nel futuro sono i punti forti della programmazione degli eventi che culmineranno il 6 gennaio 2019.

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